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Il blog NONSIVOTA creato dall’associazione Samizdatonline, per veicolare in modo corretto notizie riguardanti i temi oggetto dei referendum, ha riscosso un ottimo successo. Oltre 100, infatti, i siti e blog che hanno deciso di aderire alla campagna “Sulla vita non vota” e che, con il loro valido contributo, hanno permesso una diffusione capillare dei contenuti proposti nel blog. Un’esperienza questa che non va assolutamente dispersa e che l’associazione intende ulteriormente valorizzare anche e soprattutto in vista delle ulteriori “battaglie culturali” che già si preannunciano numerose.
Un nuovo blog, che prenderà il nome dell’associazione, e un vero e proprio sito, al quale ci si potrà iscrivere e intervenire nei vari forum di discussione, sono gli strumenti che presto verranno messi in campo.
Visitateci in questi giorni, perché non appena tutto sarà pronto si parte.
La lista dei Soci Fondatori di Samizdatonline è riportata sotto.
Samizdatonline
I Soci Fondatori di Samizdatonline sono: Anerella, Censurarossa, Culturacattolica, Galatro, Gino, Giona, Pescevivo, Sguardoleale, Solo900, Stranocristiano.
Dopo il referendum
Non è stata una battaglia fra laici e cattolici - Contro le posizioni dei referendari si sono schierati Giuliano Ferrara, Marcello Pera e Oriana Fallaci, tutti sbrigativamente etichettati come clericali, ma erano contro molti altri non cattolici, ne citiamo alcuni: Angelo Vescovi, Hiltrud Breyer (deputata verde, presidente dell'intergruppo di bioetica in seno al Parlamento europeo) e i 'Bertinotti del mondo', Eugenia Roccella (già leader del Movimento della liberazione della donna e Radicale), Pietro Barcellona (ex-deputato del Pci. Membro del Consiglio superiore della magistratura dal '76 al '79), Enzo Tiezzi (laico e di sinistra, insignito della medaglia d’oro Prigogine, una sorta di premio Nobel dell’ambientalismo) e Italo Sandi (DS).
No, non è stata una battaglia fra laici e cattolici, anche se Scalfari aveva affermato che il voto avrebbe riguardato il “potere temporale della gerarchia ecclesiastica sulla vita politica della società e dello Stato”. Piuttosto è stata una battaglia fra laici (cattolici e atei) e laici-giacobini.
I cattolici hanno lottato uniti - La parte preponderante del mondo cattolico si è riconosciuta nelle posizioni proposte dalla CEI. ADISTA si è chiamata fuori e ha diffuso un Appello per il rispetto della sacralità della coscienza che ha avuto 1385 adesioni.
I 'grandi giornali'. Un re nudo? - Il Corriere della Sera (alcuni dicono 'della Notte'), Repubblica, La Stampa, erano schierati per il si: non sembra abbiano convinto molti dei loro lettori. Viene il sospetto che le opinioni dei grandi opinionisti non siano poi così condivise.
Hanno perso male - Richiami a San Tommaso (è inutile obiettare - scrive la Fallaci - che San Tommaso d'Aquino visse nel 1200, che di genetica se ne intendeva quanto io mi intendo di ciclismo e pugilato), denunce a Ruini (archiviate dal GIP) e a Marcello Pera, inviti ai cattolici a denunciare i preti che avessero preso posizione per l’astensione e registrazione delle omelie, non – si presume – con pie intenzioni.
Se l'ONU approva una dichiarazione contro la clonazione umana, allora questa è totalmente priva di qualsiasi autorevolezza e marca solamente una posizione ideologica dettata da credo religiosi.
Invito all'astensione. Accuse da parte di molti, fra cui Michele Ainis di impiegare «trucchi, espedienti, scorciatoie» pur di raggiungere lo scopo e di affossare lo strumento referendario. Poco importa se, come ammette sempre Michele Ainis:«fu proprio il profeta dei referendum, Marco Pannella, a formulare il primo appello all’astensione», e se autorevoli sostenitori del referendum dichiaravano in un loro manifesto, nel 2003: «non votare un referendum inutile e sbagliato è un diritto di tutti».
Cose da non fare - Non urlare: tutti siamo stanchi dei toni apocalittici di questi profeti del 'medioevo prossimo venturo'. Non perdere il contatto, noi laici-cattolici, con i laici-atei che hanno coraggiosamente combattuto una battaglia in cui credevamo tutti. Non cambiare la legge 40 se non dopo averla sperimentata per un tempo ragionevole. Non pretendere di modificare la legge 194:«Certamente siamo contro l'aborto, ma non vogliamo modificare la legge. Auspicheremmo soltanto che nella sua applicazione si tenga conto il più possibile della circostanza di favorire la vita»
Un ringraziamento - Ringraziamo gli amici che abbiamo incontrato su Internet, con i quali intendiamo rimanere in contatto e che, prima o poi, speriamo di incontrare di persona
grazie ai 100 siti che hanno detto
'NON SI VOTA'
Perchè non andremo a votare
Ci siamo. Domenica e lunedì NOI NON ANDREMO A VOTARE ai referendum che vogliono stravolgere la legge 40 sulla procreazione artificiale. Non andremo a votare PERCHE’:
Ci lasciamo con DUE INDICAZIONI:
SULLA VITA NON SI VOTA
QUORUM O NON QUORUM
Comunque vada, la battaglia continua.
Samizdatonline
Tanto per ricordare...
Solo 2 anni fa i DS dicevano in un loro manifesto:
NON.
Domenica 15 e Lunedì 16 Giugno 2003.
NON VOTARE UN REFERENDUM
INUTILE E SBAGLIATO E' UN DIRITTO DI TUTTI:
LAVORATORI E NON.
Sapere chi è tuo padre
Dicono: "Vota sì per consentire la fecondazione eterologa e permettere, anche alle coppie con gravi problemi di sterilità, di avere figli". “E' importante capire che l'ira è una reazione normale se ti viene inflitta deliberatamente una sofferenza. Una metà della mia eredità ancestrale mi è stata negata. Quando affermo che questo mi causa una forte sofferenza, mi aspetterei ogni sforzo ragionevole volto ad evitarmela. E quando incontro una incomprensione totale nei miei confronti, posso solo dire che l'ira diviene formidabile". E' la dichiarazione di Joanna Rose, figlia di donatore anonimo, che nel 2002 intentò e vinse un processo al governo inglese, per far valere il diritto a conoscere le proprie origini. Da aprile, in Inghilterra, dopo 14 anni di fecondazione eterologa, anche in seguito alla vicenda di Joanna Rose, una nuova legge ha introdotto il divieto dell'anonimato dei donatori. Joanna Rose non è la sola; ecco alcune testimonianze di figli della fecondazione eterologa tratte dal sito del "Science and Technology Committee" del Parlamento Inglese. - Bill Cordray: «Esperti, scienziati, politici, nessuno sa, perchè nessuno l'ha chiesto a noi, creati con la fecondazione artificiale»; La Repubblica delle Donne, in un articolo del novembre 2002, oltre a narrare altri casi personali e riportare una stima dell'ammontare del fatturato del 'business' della riproduzione assistita (quattro miliardi di dollari in USA), citava il filosofo tedesco Jürgen Habermas che in "Die Zukunft der menschlichen Natur" ("Il futuro della natura umana") «mette in guardia contro i rischi insiti nel "prendere decisioni irreversibili sulla dotazione naturale di un altro essere umano". Il quale, per tutta la vita, proverà un senso di cecità e dipendenza nei confronti del suo "manipolatore", e oscillerà "tra fatalismo e risentimento"». Quello della fecondazione è un tema delicato, in cui entra legittimamente in gioco il desiderio (non il diritto) di maternità e paternità, ma in cui - evidentemente - il 'protagonista' è un terzo essere umano, e - nonostante questi possa darci la sua testimonianza - abbiamo rischiato di dimenticarlo. Nel caso degli altri quesiti referendari hanno parlano 'esperti', scienziati, politici, ma il 'terzo' essere umano, l'embrione, non poteva parlare. Siamo coscienti dei rischi insiti nel "prendere decisioni irreversibili sulla dotazione naturale di un altro essere umano"? Il referendum è uno strumento adeguato per rispondere a problemi così complessi? Noi pensiamo di no. Per questo ripetiamo
- Un anonimo: «Mi hanno creato nella stessa maniera in cui si allevano i maiali. Tutto quello che so, tutto quello che mi è consentito sapere su mio padre, è che egli si è masturbato per del denaro. Sì, posso dire di essere arrabbiato»;
- Lynne Spencer: «Desidero conoscere il mio padre biologico, incontrarlo e parlargli almeno una volta. Nei visi delle altre persone cerco i miei fratellastri. Abbiamo il diritto di conoscere la nostra identità».
NO, noi non andiamo a votare
100 siti
hanno detto 'nonsivota'
Il quesito sulla "Libertà di ricerca scientifica" è stato presentato dai promotori «per consentire nuove cure per malattie come l’Alzheimer, il Parkinson, la sclerosi, il diabete, le cardiopatie, i tumori».
In particolare si chiede di eliminare il divieto di ricorrere alla cosiddetta “clonazione terapeutica”. Si dichiara che la ricerca sulle cellule staminali rappresenta una speranza di cura per malattie che colpiscono milioni di persone.
E' corretto parlare di 'speranza'. Oggi infatti non esistono in tutto il mondo terapie che implichino l’impiego di cellule staminali estratte dagli embrioni, le uniche terapie esistenti sono basate sulle cellule staminali provenienti da adulti e dal cordone ombelicale (1). Le possibilità di cura tramite utilizzo delle staminali embrionali sono - come afferma il radicale Cappato - una SPERANZA. Anche Roger Pedersen (il "signore delle staminali"), che oggi guida lo Stem Cell Institute di Cambridge - il più grande centro di ricerca sulle staminali del mondo - si dichiara fiducioso ma non nega la possibilità della "peggiore delle ipotesi" "quella per cui non tireremo fuori nessuna cura". In una intervista a Angelo Vescovi su 'Il Foglio' si lamenta un clima di "disinformazione, faciloneria, semina a man bassa di speranze remote spacciate per realtà a portata di mano". Don Roberto Colombo, docente di Neurobiologia e Genetica dell’università Cattolica di Milano, afferma che è “Irragionevole clonare e distruggere embrioni inseguendo un’ipotesi”.
Certo, la speranza esercita un potente richiamo su coloro che - come Christopher Reeve, purtroppo deceduto - si trovano nella disgraziata situazione di potere solo sperare. E' ingiusto negare la speranza, come è ingiusto, quando non si disponga di certezze, alimentarla. E' invece certo che la speranza costituisce una potente motivazione, anche elettorale.
Questo mentre le tecniche scientifiche sono in continua evoluzione. In un numero uscito a inizio anno Nature Medicine, una delle più importanti riviste scientifiche del mondo, scriveva di un recente meeting a San Diego in cui gli scienziati hanno parlato di tecniche alternative che potrebbero consentire di ottenere cellule con caratteristiche analoghe alle staminali "embrionali" tramite "regressione" da cellule adulte, senza necessità di produrre embrioni. [Il Foglio, 7 maggio 2005]
'Clonazione terapeutica' significa creare embrioni umani per poi 'terminarli' allo scopo di ottenere le famose 'staminali embrionali'. Cioè utilizzare quegli embrioni come 'mezzo', per un risultato che nessuno oggi - a quanto ci risulta - può garantire.
Per questo ripetiamo
NO, noi non andiamo a votare
_______________________________________
1 - Adulte 58, embrionali 0: tra staminali non c'è partita - [...] Nei laboratori di tutto il mondo [...] dalle staminali adulte sono stati ottenuti benefici – di gradi diversi – per 58 tipi di malattie. E le cellule tratte da embrione, quelle che – prevalessero i «sì» ai referendum – ci farebbero guarire da infermità di ogni tipo, stando ai suggestivi ma ingannevoli slogan della campagna pro-referendum? Allo stato attuale, la loro utilità clinica è pari a zero. [...].
Tu sei stato quell'embrione
[Le Note sono inserite a nostra cura]
Dicono “vota sì per cancellare la norma che equipara i diritti del concepito a quelli della madre e del padre. Nessuna legge al mondo prevede che l’embrione sia riconosciuto come persona giuridica”.
L’embrione umano, contrariamente alle opinioni di alcuni pseudo-scienziati, è un organismo vivente della specie umana, è la prima fase dell’esistenza di ognuno di noi.
E’ la biologia dello sviluppo che ci offre questa evidenza. La scienza non si basa sulle opinioni di uno o due scienziati, non si fonda su argomenti di autorità, come l’ipse dixit dei discepoli di Pitagora, ma si fonda su migliaia e migliaia di studi sperimentali condotti nei migliori centri di ricerca e convalidati dalla comunità scientifica internazionale.
Inoltre, è falso dire che “Nessuna legge al mondo prevede che l’embrione sia riconosciuto come persona giuridica”. Basti leggere la Risoluzione del Parlamento Europeo A2-327/1988 “Anche lo zigote [embrione unicellulare] deve essere protetto e non deve essere indiscriminatamente usato per esperimenti”; la Convenzione Europea di Biomedicina del 1996: “L’embrione e il feto umano vanno trattati nel rispetto della dignità umana”. (1)
Certamente l’embrione umano non ha gli stessi diritti del padre e della madre: è evidente che non ha i diritti politici, ma ha sicuramente quel diritto che è alla base di tutti gli altri, cioè il diritto alla vita, che nel suo caso si concretizza nel diritto a nascere. (2)
Poiché si trova in una condizione di particolare debolezza, il suo diritto alla vita merita una speciale tutela. Infatti, il diritto è nato storicamente e ha senso per difendere e promuovere gli interessi di chi vive in una situazione di debolezza e non per difendere i diritti del più forte, il quale impone la sua volontà con la violenza e il sopruso.
[Giorgio Carbone – ‘Il Foglio’ – 12 maggio 2005]
1 - Ricordiamo la approvazione, l'8 marzo, da parte della Assemblea Generale dell'ONU della Dichiarazione (non vincolante) che bandisce ogni forma di clonazione umana, inclusa quella per trattamenti medici, come incompatibile con la dignità umana e la protezione della vita umana
2 - Ricordiamo la Sentenza n. 35/1997 della Corte Costituzionale
- "Basilare resta fra tutte la sentenza n. 27 del 1975, con la quale la Corte, nel dichiarare la illegittimità costituzionale parziale dell'art. 546 del codice penale del 1930, ebbe modo di affermare i principî di ordine costituzionale in materia. Disse la Corte: che ha fondamento costituzionale la tutela del concepito, la cui situazione giuridica si colloca, sia pure con le particolari caratteristiche sue proprie, tra i diritti inviolabili dell'uomo riconosciuti e garantiti dall'articolo 2 della Costituzione, denominando tale diritto come diritto alla vita, oggetto di specifica salvaguardia costituzionale; [...]"
- "si è rafforzata la concezione, insita nella Costituzione italiana, in particolare nell'art. 2, secondo la quale il diritto alla vita, inteso nella sua estensione più lata, sia da iscriversi tra i diritti inviolabili, e cioè tra quei diritti che occupano nell'ordinamento una posizione, per dir così, privilegiata, in quanto appartengono - per usare l'espressione della sentenza n. 1146 del 1988 - "all'essenza dei valori supremi sui quali si fonda la Costituzione italiana".
Censura preventiva e disinformazione in salsa referendaria
La linea di Comitati Referendari & C. è chiara: le notizie che possono danneggiare la propaganda referendaria non devono passare, ma se proprio non si può tacere, si minimizzi, insinuando dubbi sulla reale portata delle novità.
Un perfetto esempio è la notizia battuta dalle agenzie a partire dal pomeriggio di giovedì scorso, con riferimento a un articolo apparso sul settimanale inglese New Scientist:
"Un gruppo di ricerca americano ha annunciato la creazione di 10 linee di cellule staminali embrionali ottenute senza passare per la produzione di embrioni. [...] Entusiasta della ricerca si e' detto il biologo molecolare Angelo Vescovi dell'istituto San Raffaele di Milano: 'se il metodo funziona abbiamo risolto definitivamente il problema etico producendo staminali embrionali senza dover creare embrioni'." (ANSA)
Come è stata riportata questa notizia sui mezzi di comunicazione?
Sul Corriere della Sera di venerdì un articoletto di una colonna a pagina 6 (niente richiamo in prima), su Repubblica solo un minuscolo trafiletto su un fatto che potrebbe cambiare completamente il panorama della ricerca nel settore delle staminali embrionali, rendendo inutile la produzione di embrioni umani destinati a essere "sacrificati" come fabbriche di staminali.
Sui rispettivi siti Web e nei TG, il nulla assoluto.
Visto il grande spazio che, invece, era stato dedicato all'annuncio della clonazione coreana, che in realtà - da un punto di vista scientifico - era una non notizia, si tratta di una indifferenza estremamente sospetta. Ma forse sono troppo occupati nel diffondere le reazioni isteriche di radicali e soci, reazioni che si verificano puntualmente quando qualcuno osa esprimere un'opinione diversa dalla loro. Come sono liberali!
Chi ne parla, poi, fa ridicoli salti mortali con triplo avvitamento per sminuire la portata dell'evento.
Si veda, per esempio, il sito dell'Aduc (Associazione per i diritti degli Utenti e Consumatori), dichiaratamente a favore dell'uso di embrioni umani a scopo di ricerca.
Le dichiarazioni entusiastiche di Vescovi sono state "integrate" dal seguente inciso della redazione:
"[Ricordiamo che il lavoro di Verlinsky parte dall'utilizzo di cellule embrionali, e pur non creando nuovi embrioni non crediamo che sarebbero davvero risolti tutti i problemi etici, ndr]".
Tutto d'un colpo si preoccupano dei "problemi etici", loro, che fino al giorno prima catalogavano come bigotti integralisti chi osava avanzare qualche dubbio in materia.
Ma chi pensano di prendere in giro?
E' evidente che il problema etico principale è dato dalla creazione di NUOVI embrioni, non dall'uso di linee cellulari già esistenti, o provenienti da feti abortiti naturalmente.
Infine la ciliegina sulla torta:
"Ma i dubbi riguarderebbero anche l'effettiva capacita' delle nuove cellule di differenziarsi come delle vere e proprie embrionali e inoltre il rischio che le cellule possano formare il cancro".
Come se lo stesso discorso non valesse per qualsiasi staminale embrionale!
Ma quando lo diciamo noi siamo oscurantisti...
Normali esercizi di disinformazione nel regime del totalitarismo relativista.
E' l'ennesima dimostrazione che ai referendari e ai loro amici non interessa la verità, che non c'è la possibilità di un confronto onesto, alla pari, e che questi referendum sono un imbroglio.
Anche per questo NON ANDIAMO A VOTARE!
Questo è il 'logo' della e-campagna. Vi invitiamo ad ospitarlo nel vostro sito internet ed a segnalarci la vostra adesione. La campagna è promossa anche dal Comitato Scienza & Vita
Siamo una compagnia di persone che, con uno sguardo cristiano sulla realtà, ha dato forma ad una presenza autenticamente libera sul web, arrivando a fondare una associazione culturale. L'urgente motivo, per cui ciascuno di noi si è esposto, continuando a farlo, in prima persona in questa vetrina mediatica, è stata una reazione immediata, quasi istintiva. La nostra compagnia è la risposta a quel "grido dell'anima" provocato dall'attuale panorama informativo e culturale in Italia ed in Europa. Un panorama massmediatico che si dimostra poco libero, quasi mai oggettivo, tiepido, talvolta freddo, se non addirittura falso e nemico della persona umana, del cristianesimo e della chiesa cattolica. Ci siamo conosciuti grazie ai siti e blog gestiti da alcuni di noi, nella diffusione di informazioni taciute o poco sottolineate altrove, nella produzione di contenuti originali e critici affinchè la fede in Cristo sia anche cultura e giudizio, fino alle rassegne stampa attraverso mailing list e newsletters, o anche scatenando e-campagne, talvolta scrivendo direttamente ai giornali, partecipando ai principali forum on-line. Non è infatti necessario avere un proprio sito per aderire attivamente alle nostre iniziative. Questo tam tam costante e pulsante è diventato dunque sempre meno solitario, ma sempre più aggregante. Ci lega la passione per la vita, per la verità, per la bellezza, per la libertà, per la giustizia, per la ragione non contrapposta alla fede. Per questo ci interessano sia la cultura sia la politica. Ciascuno di noi mantiene il proprio stile, la propria indipendente diversità, pur essendo consapevoli, da adesso in poi, di un accresciuto senso di unità e di partecipazione in una direzione comune. Pubblichiamo in proprio, controcorrente rispetto ai tempi in cui viviamo, ispirandoci al Samizdat più famoso, utilizzando le possibilità che si hanno oggi a disposizione sulla rete internet, senza censure, per rapidità, per diffusione diretta e capillare, senza costi spropositati.